Le avventure giudiziarie del Rifugio di Fonte Vetica
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Fonte Vetica è la zona sud-est di Campo Imperatore, attestata ad una quota di 1632 metri.

E’ così chiamata per via di una fonte naturale che alimenta l'impianto idrico del comune di Castel del Monte e sorge ai margini di un bosco di pini ed abeti alle pendici dei monti che la sovrastano che sono il Vado di Siella, il M. Tremoggia e il M. Camicia (2570 m. s.l.m.).

La Piana di Fonte Vetica è lunare, senza un albero né un arbusto e solo con erba bassa. Sopra il piazzale dove termina la strada che dalla piana di Campo Imperatore sale verso Fonte Vetica sorge un rifugio, ideale base di partenza per le ascensioni verso il Monte Camicia; questo luogo è raggiungibile solo nella stagione calda in quanto la strada, con il primo innevamento, viene inesorabilmente chiusa poco fuori l'abitato di Castel del Monte per venire riaperta solo a primavera inoltrata, salvo alcuni casi di apertura, con appositi mezzi spazzaneve, della Provinciale che sale da Montebello o Farindola e permette, attraversando i noti prati di Rigopiano, superando il rifugio Pescara, di giungere fino al Vado Sole da dove si inizia a godere dei rigogliosi prati che si estendono quasi a perdita d’occhio in alcune direzioni.

Il posto è molto frequentato dagli astrofili per via della purezza del cielo che allo zenit permette di discernere ad occhio nudo stelle di oltre mezza magnitudine superiore alla sesta ed è meta scelta sin dal 1987 dai Gruppi Astrofili Pescaresi e Piceni per il Campo Astronomico del Centro Italia organizzato di solito per il novilunio di Luglio o Agosto di ogni anno. Non ci sono luci artificiali se non quelle del rifugio (che comunque vengono spente poco dopo il crepuscolo).

Il rifugio di Fonte Vetica, gestito da sempre da Tonino De Carolis e la sua famiglia, sorge su una lottizzazione ideata alla fine degli anni ’60. In verità solo Tonino De Carolis acquistò un lotto di terreno di circa cinque ettari sul quale realizzò il Rifugio. Negli anni ’90 ebbe la sventura di accorgersi, volendo ristrutturare, che quel terreno non era mai stato volturato in suo favore perché l’atto di compravendita non venne mai sottoscritto dal Sindaco del Comune di Castel Del Monte, pur avendo, lo sventurato acquirente, pagato il prezzo e depositato i danari necessari a registrazione dell’atto e tasse varie e conseguenti.
Il terreno, peraltro, era stato sdemanializzato dall’allora Ministero per l’Agricoltura e le Foreste su parere positivo del Commissario per il Riordino degli Usi Civici in Abruzzo.
Negata dal Comune la regolarizzazione della antica compravendita, il proprietario, assistito dall’Avv. Berardo Lazzaro, ritenne di agire per vedersi riconosciuto l’acquisto da parte del Tribunale: quel “rogito” valeva quantomeno ai fini dell’interversione nel possesso di un bene privato e quindi si sostenne che il De Carolis aveva usucapito il terreno.
Il Comune, negando la circostanza, stimolò il Commissario per il Riordino degli Usi Civici in Abruzzo che, non senza un certo eccesso di zelo, ritenne che il terreno non fosse mai stato validamente sdemanializzato. Ha dovuto resistere, il De Carolis, di fronte a tale assunto e, nel contempo, ha preferito anche avviare la particolare procedura amministrativa, che vede coinvolto il Comune e la Regione, per vedersi riconosciuto l’acquisto e vedersi quindi assegnato in proprietà il terreno a titolo gratuito, avendo già pagato il prezzo.
Cambiata la guida politica del Comune di Castel del Monte, prima del disastroso terremoto, che poi ha rallentato, ma non fermato, il tortuoso iter, la richiesta di Tonino De Carolis è stata vagliata e licenziata positivamente, tanto che la Regione ha emesso determina di convalida dell’atto di alienazione e il Commissario al Riordino degli Usi Civici sentenza (la n. 1 del 2012) con la quale non ha potuto non dichiarare che quel terreno era diventato allodiale.
Una odissea giudiziaria e amministrativa, avviatasi nel 1968 e conclusasi a febbraio 2012, che ci porta a dire, con un pizzico di orgoglio tutto aquilano, che Fonte Vetica potrà continuare a rappresentare per tutti gli aquilani e gli amanti della Montagna e delle stelle il solito, meraviglioso, punto di ritrovo dove godere di panorami mozzafiato, dell’acqua fresca, dell’aria buona e, perché no, dell’affettuosa accoglienza di Tonino De Carolis e dell’ottima cucina della moglie Sonia.

Voglio rivolgere un grazie a quanti hanno collaborato perché questa vicenda si concludesse nel migliore dei modi, ma in modo particolare voglio ringraziare i Colleghi che mi hanno sostenuto e coadiuvato nella prosecuzione dei giudizi nei quali mio padre aveva profuso ogni sforzo umano e professionale.


Avvocato Fabrizio Lazzaro

 
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